DISTURBI DELL’UMORE

Tra i più diffusi disturbi psichiatrici troviamo quelli dell’umore le cui cause non sono con certezza conosciute; le ipotesi più accreditate ammettono però l’esistenza di una causa genetica, associata a fattori stressanti di carattere psicodinamico o socio-relazionale.

Questi disturbi sono caratterizzati da un profondo turbamento dell’umore; il DSM-IV li divide in:

? disturbi monopolari (depressivi)

? disturbi bipolari (in cui si alternano episodi depressivi e maniacali);

Entrambi possono compromettere i rapporti interpersonali del soggetto e la sua attività lavorativa. I primi comprendono il disturbo depressivo maggiore e il disturbo distimico; i secondi il disturbo bipolare I, il disturbo bipolare II e la ciclotimia.

L'umore è il tono affettivo di base che colora l'intera esperienza del soggetto per lunghi periodi di tempo (mesi o anni).

Le alterazioni dell'umore possono essere di tipo maniacale o depressivo ed hanno un andamento episodico (si alternano periodi di normalità ad alcune crisi cicliche).

È necessario distinguere le alterazioni patologiche dell'umore da quelli che possono essere stati affettivi fisiologici (ad esempio la normale tristezza o euforia in presenza di un evento tragico o gioiso).

Il tono dell'umore può essere:

1. in asse, se è nella norma;

2. deflesso o slivellato, sotto la norma (eccesso di tristezza o “depressione”)

3. elevato o espanso, sopra la norma (eccesso di euforia o “mania”).

 

Disturbo depressivo maggiore

Il disturbo depressivo maggiore, con esordio intorno ai 27 anni d’età, interessa circa il 4,4% della popolazione, in prevalenza di sesso femminile. Gli episodi depressivi durano almeno due settimane. I sintomi che li caratterizzano sono: umore depresso, perdita di interesse per tutte le attività, pensieri ricorrenti di morte ed altri sintomi depressivi.

Distimia

Il disturbo distimico è caratterizzato da un umore cronicamente depresso, per almeno due anni. I sintomi più comuni sono: scarso appetito o iperfagia, insonnia o ipersonnia, bassa autostima, mancanza di energia, difficoltà a concentrarsi o prendere decisioni, etc.

Disturbo bipolare

Nei disturbi bipolari si alternano episodi depressivi e maniacali (in cui l’umore è esageratamente alto, l’autostima è smisurata, l’attività aumenta e il pensiero appare iperproduttivo).

Si presenta in due forme fondamentali:

? Il disturbo bipolare I comporta episodi maniacali ed episodi depressivi maggiori. Questo disturbo ha carattere ciclico: episodi di mania succedono ad episodi depressivi con periodi di benessere tra l’uno e l’altro.

? Il disturbo bipolare II causa episodi depressivi maggiori ed episodi ipomaniacali durante i quali si registra un aumento del tono dell’umore, solitamente meno intenso rispetto a quello che caratterizza invece il disturbo bipolare I.

Ciclotimia

La ciclotimia è una condizione psicologica cronica in cui per almeno 2 anni si alternano numerosi episodi depressivi e ipomaniacali.

Terapie

È possibile uscire dallo stato depressivo spontaneamente, anche se la guarigione è più rapida con un trattamento farmacologico (che prevede la somministrazione di farmaci antidepressivi) e la psicoterapia.

Nei disturbi bipolari vengono invece utilizzati solitamente degli stabilizzatori dell’umore. In entrambi i casi, trattandosi di disturbi ricorrenti, è necessaria una terapia di mantenimento nel lungo periodo.